ICANS tardiva ? Cosa ne sappiamo ?

L’ICANS (immune effector cell-associated neurotoxicity syndrome) è una sindrome neurologica, ormai ben definita e studiata, che si può sviluppare con vari sintomi e diversi gradi di severità, come evento avverso acuto dopo terapia cellulare con CAR-T.

Tuttavia alcuni pazienti sviluppano dei sintomi neurologici prolungati, più o meno severi, e pochi studi hanno esaminato i fattori predisponenti e gli outcome di questi casi

L Maille et al: Prolonged Neurologic Symptoms Following Immune Effector Cell-Associated Neurotoxicity Syndrome in Patients With Large B-cell Lymphoma Treated With Chimeric Antigen Receptor-Modified T Cell TherapyTransplantt cell The2025 Jan 21:S2666-6367(25)00912-1.

Uno studio osservazione retrospettivo per analizzare le caratteristiche cliniche e gli outcome di una coorte di 278 pazienti con linfoma B aggressivo, trattati con CAR-T, che hanno sviluppato ICANS e successivamente abbiano sviluppato oppure no una neurotossicità tardiva.

Si tratta di  una coorte retrospettiva real-life di pazienti  trattati con cellule CAR-T anti-CD19, nella quale sono state valutae  le caratteristiche e l’incidenza di neurossicità tardiva, definita come sintomi neurologici persistenti o recidivanti dopo 4 settimane dall’infusione di CAR-T.

Dei 278 pazienti trattati, 33 (12%) hanno sviluppato ICANS e, di questi, 9 (quasi un terzo), hanno mostrato segni neurologici tardivi: ICANS di grado severo (> grado 3) in 8 casi e ICANS di basso grado in un caso. I sintomi della neurotossicità tardiva registrati sono stati vari: difficoltà nella memoria a lungo termine, o nella memoria a breve termine, afasia o tremori. L’incidenza di sintomi tardivi era significativamente maggiore in chi avesse sviluppato ICANS precoce di alto grado, tuttavia non sono state identificate caratteristiche cliniche di base predittive per lo sviluppo di neurotossicità tardiva. Neanche l’outcome del trattamento si è dimostrato predittivo in questo senso.

Questo lavoro impone la necessità di ulteriori ricerche per poter identificare i pazienti trattati con CAR-T a rischio di sviluppare sintomi neurologici tardivi e per studiare strategie di trattamento efficaci per questa nuova tossicità emergente, di cui si conosce ancora troppo poco.